Riportiamo un interessante estratto dal blog di GDpoker scritto dal player triestino Erion Islamay, membro del Team Pro arancione, che analizza in maniera obiettivo quanto la fortuna sia importante nel singolo torneo di poker.
Riportiamo un interessante estratto dal blog di GDpoker scritto dal player triestino Erion Islamay, membro del Team Pro arancione, che analizza in maniera obiettivo quanto la fortuna sia importante nel singolo torneo di poker.
Riportiamo un interessante estratto dal blog di GDpoker scritto dal player triestino Erion Islamay, membro del Team Pro arancione, che analizza in maniera obiettivo quanto la fortuna sia importante nel singolo torneo di poker.
Studio, lettura e analisi sono alla base per poter diventare un buon giocatore di poker. Ma quando giochi un singolo torneo il così detto “Fattore C” assume un ruolo determinante. Con questo non vogliamo dire che bisogna affidarsi semplicemente alla fortuna e giocare senza un minimo di strategia e di cognizione di causa. Ma in determinati momenti del torneo, se la fortuna non vi assiste, difficilmente arriverete a vincere.
Lo spiega in maniera imbeccabile Erion Islamay sul blog di GDpoker, poker room che lo sponsorizza e lo accompagna nelle sue esperienze nel poker live. Vediamo come Erion spiega l'importanza del Fattore C:
“Vincere un torneo non è mai cosa facile e soprattutto non è solo questione di bravura. Chi dice il contrario mente, oppure non ha sufficiente esperienza per rendersi conto della quantità di situazioni che bisogna saper affrontare dall’inizio fino all’hu finale. In questa battaglia, la dea bendata è un’alleata necessaria. E non basta appellarsi alla sua clemenza solamente per vincere coinflip o 40-60, ma anche per non ritrovarsi in mani senza uscita o nei cosiddetti “cooler”. Vediamo di concretizzare quanto detto con una mano di cui sono stato testimone. E, ovviamente, come in tutte le hand analysis che si rispettino, non si può prescindere dai dettagli che ne sono la chiave.
Ci troviamo ad un torneo importante dal buy in di 2.000 €. Stack di partenza 20k. Su bui 150-300 con ante 25, il cut off (che chiamerò VILLAIN) apre a 775, trovando il call dello SB (MANIAC) e il call del BB (HERO). VILLAIN (stack 22k) è un giocatore solido ed un ottimo torneista, MANIAC (stack 10k) non è un giocatore esperto ma molto aggressivo, HERO (16k) è un ottimo player di MTT.
Pot 2.775. Flop: K(q) Q(q) Q(f). Tutti e tre optano per un check. Turn: 8(q). Lo SB decide di fare check nuovamente. A questo punto Hero esce puntando 1.425. Call da parte di Villain, e istant reraise all in di 10k da parte di Maniac. La mano di Hero è A(q) 9(q), per un colore nuts chiuso al turn.
Cerchiamo di capire quali siano stati i suoi ragionamenti. Avendo una profonda conoscenza di entrambi i players, è molto difficile ipotizzare un full in mano a Maniac, in quanto il suo check-push al turn ha chiaramente lo scopo di chiudere lì la mano e quindi col nuts avrebbe condotto il colpo in maniera diversa. Per cui Hero può tranquillamente stimale il suo range in Q-x o flush più basso. Il problema è Villain. Con quali mani l’original raiser non va in c-bet sul flop, e chiama il bet di Hero al turn? Purtroppo con tantissime mani.
Ma partiamo dall’inizio: il suo range d’apertura preflop dal cut off è enorme, e questo non aiuta. Hero può ragionevolmente supporre che su un flop “pairato”, Villain sarebbe andato in c-bet con la maggior parte delle mani che hanno “missato” e inoltre con Q-x per estrarre valore da draw o dal K. Mentre è probabile che opti per un check sul flop con 88, 99, TT, JJ, AA, AK, e K deboli, per controllare il piatto. Inoltre non è da escludere che in questo spot, con Maniac nel pot capace di giocate fantasiose, potrebbe propendere allo slowplay col nuts, cioè con KK, QQ e KQ.
Al turn, Hero può pensare di essere percepito come in tentativo di stealing dopo il doppio check dello SB, e questo giustificherebbe un call di Villian al bet di 1.425 con tutto il range che stava pot controllando sul flop. Quindi, stabilito il range di mani con cui Villain chiama al turn, Hero decide di chiamare l’all in di Maniac. Il reraise all in non ha senso perché verrebbe chiamato solamente da mani migliori di colore nuts, e con il call di Hero, Villain dovrebbe foldare tutto ciò che non è full. Come premio per la profonda analisi di Hero, Villain decide di fare all in per i 16k totali di Hero. A questo punto non batte più nulla: non c’è alcuna possibilità che Villain abbia un flush più basso, in quanto Hero potrebbe tranquillamente avere full in questo spot col quale giocherebbe alla stessa maniera. Ci sono poche mani nel range di Villain che giocano in questo modo, e tutte (a meno che non sia impazzito) sono dei full. Il punto di Hero batte sicuramente quello di Maniac (che ha contribuito ad ingigantire il pot), ma a questo punto sicuramente non batte quello di Villain. Hero decide di foldare su un pot di quasi 40k nonostante rimanga con 5,5k. Maniac mostrerà QJ, e Villain KQ. Hero si è ritrovato “incastrato” in questo colpo perdendo il 65% del suo stack senza aver commesso nessun errore.
Questo tipo di mani non aiutano a vincere un torneo, eppure l’ottimo fold di Hero dopo un’attenta analisi della mano, gli ha permesso di non negarsi la chance d’arrivare alla fine del Day1.
Sempre meglio che mettere gli ultimi 6k nel pot da drawing dead.“
Ringraziamo Erion Islamay e ricordiamo in nostri lettori che possono iscriversi a GDpoker ed approfittare di un welcome bonus del 100% fino ad €600.