Il poker online in Italia ha compiuto cinque anni: i primi tornei risalgono infatti al 2 settembre del 2008. In questo lustro i giocatori hanno speso 1,6 miliardi, dei quali circa 400 milioni sono finiti nelle casse dello Stato.
Ieri (2 settembre 2013) il
poker online italiano ha compiuto cinque anni ed è interessante andare a leggere i dati relativi a questo periodo. Il poker online in questo lustro ha generato giocate per 26,3 miliardi di euro, restituendo vincite per 24,7 miliardi. La spesa effettiva dei giocatori è stata quindi inferiore agli
1,6 miliardi e di questi circa 400 milioni sono finiti nelle casse dello Stato.
In particolare, il poker nella modalità torneo in cinque anni ha generato giocate per 9,9 miliardi di euro ed ha distribuito vincite per 8,7 miliardi. La spesa effettiva in questo caso supera quindi di poco gli 1,1 miliardi, di cui circa 300 milioni sono andati all’Erario. Nel 2011 è arrivato il cash, gioco più veloce e maggiormente remunerativo, che finora ha generato giocate per 16,4 miliardi restituendo circa 16 miliardi di vincite: spesa effettiva di poco superiore ai 400 milioni, dei quali 90 sono andati all’Erario.
Il poker online .it toccò l’apice nel 2010, con giocate per 3 miliardi e 145 milioni. Dopo l’arrivo del cash però i dati sono scesi inesorabilmente. Il 2012 ha registrato un calo di oltre il 40% con giocate per 1,3 miliardi. Il 2013 al momento segna un’ulteriore contrazione del 38% (590 milioni) rispetto allo stesso periodo 2012. Dati confermati anche da Playtech che parla di un +15% per i ricavi dei giochi nel primo semestre 2013, ma di un -17% per il poker con 8 milioni di euro. Se non bastasse, lo scenario è lo stesso in Danimarca e Francia, dove i mercati regolamentati premiano i vari giochi ma non il poker.
Anche il cash nel 2013 ha dovuto cedere quote di mercato alle slot online, lanciate nel dicembre scorso. Nei primi 8 mesi del 2013, si registra una contrazione di circa un terzo per il cash, con le giocate che si attestano a 3 miliardi 750 milioni. Urge una soluzione per risollevare le sorti del nostro gioco… Tifiamo per il .eu oppure per qualche altra rivoluzione!