Caos al Senato in questi giorni per una mozione presentata dalla Lega Nord per uno stop di 12 mesi a nuove sale da gioco live ed online. Rientrerebbero in tale decisione anche le sale di poker live.
Caos al Senato in questi giorni per una mozione presentata dalla Lega Nord per uno stop di 12 mesi a nuove sale da gioco live ed online. Rientrerebbero in tale decisione anche le sale di poker live.
Caos al Senato in questi giorni per una mozione presentata dalla Lega Nord per uno stop di 12 mesi a nuove sale da gioco live ed online. Rientrerebbero in tale decisione anche le sale di poker live.
Una caso che ha scosso il governo Letta ma che pare rientrato in termini brevi ha attraversato le camere del Senato nei giorni scorsi: una mozione della Lega Nord che impegna il governo a uno stop di 12 mesi a nuove sale da gioco live ed online. Immediato l’annuncio di remissione delle deleghe sui giochi da parte del sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, che poco prima aveva comunicato all’aula il parere contrario dell’esecutivo.
Remissioni presentate al Ministro per L’economia e le Finanze Fabrizio Saccomanni che ha gettato acqua sul fuoco dichiarando “un atto illegittimo” la sospensione voluta dalla Lega. Si aprirebbe infatti un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno acquisito in tutta legalità, vincendo le gare e pagando non poco, le licenze per operare all’interno del mercato nostrano.
Senza contare poi delgli eventuali introiti che si andrebbero a perdere in teermine di tassazioni ed il proliferare del gioco illegale, nel quale si riverserebbe in massa la quasi totalità dei giocatori abituali.
Intanto il sottosegretario Alberto Giorgetti passa al contrattacco e ripropone, almeno a parole, la discussione per quanto riguarda l’apertura delle sale da poker reali nelle città. Discussione che tuttavia non sarà affrontata in tempi brevi proprio perché in questo momento sarebbe un clamoroso autogol per chi lavora affinché l’Italia abbia le proprie sale di poker live legali cittadine.
L’idea sarebbe quella di includere l’argomento nelle prossime discussioni che si terranno in Parlamento per l’articolo 14 della delega fiscale.