Dopo la Commissione Provinciale di Gorizia anche la Commissione Tributaria Regionale di Trieste da ragione ai giocatori di poker dichiarando illegittima la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sulle vincite ottenute nei casinò della UE.
Dopo la Commissione Provinciale di Gorizia anche la Commissione Tributaria Regionale di Trieste da ragione ai giocatori di poker dichiarando illegittima la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sulle vincite ottenute nei casinò della UE.
Dopo la Commissione Provinciale di Gorizia anche la Commissione Tributaria Regionale di Trieste da ragione ai giocatori di poker dichiarando illegittima la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sulle vincite ottenute nei casinò della UE.
Altro importante smacco alla richiesta di tributi pervenuta dalla Agenzia delle Entrate italiana a quei giocatori di poker live che si sono resi protagonisti di vincite nei casinò di quei paesi facenti parte della Comunità Europea.
L’operazione della AdE è nota con il nome di “all-in” ed è partita quando ad un giocatore di poker live come si legge su GiocoNews, che aveva ottenuto una vincita in una casa di gioco slovena, fu recapitata una richiesta di pagamento di tasse sulla somma ottenuta.
Immediato il ricorso del giocatore con i legali che richiedevano il giudizio della Commissione Provinciale di Gorizia, che dava ragione al giocatore, dichiarando illecita, per le normative vigenti sul gioco tra i paesi della Comunità Europea.
Ora anche il secondo grado della Commissione Tributaria Regionale di Trieste che ha confermato la sentenza di primo grado con queste motivazioni: “La conclusione cui il Collegio giunge è nel senso che I’art. 67 comma 1, lettera d) TUIR (quello che indica l’imposizione fiscale per le vincite conseguite nei casinò esteri, ndr), così come applicato nel caso di specie in riferimento a vincita conseguita da cittadino italiano in casa da gioco autorizzata slovena, non sia compatibile con la normativa comunitaria“. E ancora: “Nel quadro delle disposizioni seguenti, le restrizioni alla libera prestazioni dei servizi all’interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione“.
In pratica la richiesta della Agenzia delle Entrate va contro i fondamenti di dei principi base del diritto comunitario. Esultano quindi i tanti giocatori di poker invischiati in questa faccenda, con le richieste di pagamento della tassazione nazionale che sarà rispedita al mittente. Anche se alla risoluzione definitiva di questa faccenda dovrebbe avvenire non prima dell’autunno del 2014.