Le playmate al WPT: cose ne pensa una giocatrice professionista

Ci si avvicina all’appuntamento veneziano del WPT Carnival targato GDpoker. Evento nel quale è stata annunciata la presenza di quattro playmate. Ma il poker non è un gioco per soli uomini. Cosa ne pensano le giocatrici di questa presenza? A rispondere per tutte è Carla Solinas.

Ci si avvicina all’appuntamento veneziano del WPT Carnival targato GDpoker. Evento nel quale è stata annunciata la presenza di quattro playmate. Ma il poker non è un gioco per soli uomini. Cosa ne pensano le giocatrici di questa presenza? A rispondere per tutte è Carla Solinas.

 

 

Le Playmate hostess del WPT National di Venezia. Questo il motivo scatenante del lungo post di Carla Solinas sul suo account facebook per valutare, dal suo punto di vista ma che potrebbe tranquillamente allargarsi alla maggior parte delle giocatrici, la presenza delle modelle di Playboy ad un torneo di poker live.

 

La Solinas esordisce scrivendo di condividere l’idea di un suo contatto, tale Enrico Marchetto, del quale sposa il pensiero che il binomio gioco-belle donne non è altro che una idea pubblicitaria trita e ritrita. Del resto si uniscono due delle più grandi passioni dell’uomo sin dalla notte dei tempi.

 

Carla cita Enrico anche per non dare adito a polemiche, che sarebbero potute nascere se il pensiero fosse stato solo il suo. In molti infatti avrebbero potuto incolparla di essere solo rancorosa nei confronti della sua ex poker room di sponsorizzazione, GDpoker, o anche semplicemente gelosa delle belle ragazze scritturate per il WPT di Venezia.

 

E infatti scrive: “Ho apprezzato molto il post di Enrico e non ho potuto fare a meno di quotarlo, anche perché se avessi preso io l’iniziativa di esprimere quel pensiero certo qualcuno avrebbe pensato che sono una “rosicona” con i bruciori di stomaco ancora vivi per l’esclusione dal team del mio ex sponsor. Certo sono dispiaciuta per il fatto che sia terminato questo rapporto di lavoro, tuttavia come investire i soldi per fare promozione è una scelta esclusivamente della room in questione e del suo direttore marketing. Forse la critica che realmente ha più senso in questo caso è quella relativa all’avere successo o meno di questa idea tremendamente originale: considerare se l’aspetto “figa” in questo frangente può essere EV+ o EV-. Analizziamo i fattori.

 

Carla Solinas a VeneziaNella sua analisi la bella giocatrice di origini sarde, che dal punto di vista estetico non ha niente da invidiare alle bellone scelte da Playboy, sottolinea che, in effetti, gli eventi di poker live hanno una prevalenza di giocatori maschili. Cosa che porterebbe a pensare che la scelta delle conigliette ad un torneo sia positiva. Ma i suoi pensieri, da buona giocatrice di poker, vanno al di là dell’analisi superficiale domandandosi quanti giocatori sono invogliati ad andare a giocare un torneo da €1k di buy-in solo perché ci sono delle ragazzi in probabili abiti succinti.

 

Di certo quelle ragazze, sempre secondo il pensiero della Solinas, non esaudiranno i bassi istinti di quanti saranno presenti al torneo. Non che tutti ne sentano il bisogno, ma c’è, inutile nasconderlo, una percentuale di questi che sposa alla perfezione il binomio gioco-donne e non disdegna, nelle sue trasferte, di pagare sia per l’uno che per l’altra.

 

Se sposto la mia prospettiva dal punto di vista di un player amatoriale, avente per caratteristiche la possibilità di spendere una cifra significativa per il suo hobby preferito e un grosso debole per l'”FF” (fattore figa), anche li faccio fatica a trovare un valore atteso positivo.. Il tipo in questione solitamente per la sua seconda passione appena citata ha le idee abbastanza chiare. Conosce bene il mercato, è bene informato sulle offerte post tournament di ciascuna location riguardante le tappe pokeristiche che più lo interessano, sa perfettamente a quanto ammonta il buy in di questo particolare side event. Sono portata a escludere questa tipologia di player come attratto alla partecipazione in funzione delle Play Mate.. Di cui peraltro non si hanno garanzie per il post tournament, non si sa se presentino un buy in e nel caso a quanto ammonterebbe.. Senza tralasciare il fatto che numericamente farebbero fatica ad accontentate le richieste di tutti. Settore che ha una minoranza di pubblico femminile.. Effetto su questo target facilmente immaginabile, conseguente EV-.

 

Molto ironicamente Carla ha stravolto il vantaggio di avere più uomini che donne ad un torneo di poker, nell’economia di un percorso di marketing che ha scelto di avere delle donne poco vestite quale attrattiva. Infine il pensiero perfetto: quello di un giocatore di poker professionista che richiede un intervento migliore per far fronte alla crisi di giocatori che ha colpito il poker live nostrano da ormai oltre un anno: “A mio parere sono altri aspetti che avvicinano pubblico nuovo ai live e che mantengono vivo l’interesse di chi li frequenta. Certo son cose che necessitano di qualche ragionamento in più. Ovvero pensare a come soddisfare le esigenze dei player, dare peso alle loro opinioni e ai loro consigli, contenere i costi dei soggiorni, prestare attenzione alle strutture, stimolare la competizione con le leaderboard, curare l’aspetto buy in sensibilmente alle tendenze di mercato. Ecco… Dopo aver prestato attenzione a questi fattori ben venga un po’ di colore e di spettacolo, che sia femminile oppure che venga dal mondo dello sport.”

 

Personalmente mi piacciono le playmate. Ma quando mi trovo di fronte ad una donna che oltre ad avere un aspetto gradevole sa dimostrare di avere anche un bel cervello, posso tranquillamente perdere la testa. GG Carla!

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