Filippo Candio: “Non farò più il poker pro e vi spiego perché”

Con un post sul suo blog, Filippo Candio stavolta sembra fermamente convinto nel dire addio al grinding a tempo pieno. Il player sardo spiega come è cambiata la sua vita negli ultimi anni e perché non partecipa più alle WSOP.

Con un post sul suo blog, Filippo Candio stavolta sembra fermamente convinto nel dire addio al grinding a tempo pieno. Il player sardo spiega come è cambiata la sua vita negli ultimi anni e perché non partecipa più alle WSOP.

 

La notizia potrebbe sorprendere molti lettori, ma in realtà già da un po’ di tempo Filippo Candio non è più presente ai tornei di poker. Proprio quando il suo primato di italiano più vincente di sempre gli viene soffiato dall’ottimo Max Pescatori (impegnato alle WSOP), il sardo Candio pubblica un lungo post che spiega la sua mutata visione della vita e del poker. Ripercorrendo le tappe di una carriera, Candio spiega a tutti peché non gioca più le World Series e cosa farà in futuro. Leggiamo cosa scrive…

 

 

Quando iniziai a giocare a poker mi resi conto di soffrire le emozioni, viverle a tal punto da confondere il gioco con la vita stessa e viceversa. Non è mai stato un gioco, è sempre stato solo un grande sogno. Vidi la prima volta in televisione qualche puntata delle World Series of poker e da li è iniziata una lunga e travagliata storia fatta di perdite, rinunce, paure ed un certo strano talento che per dirla tutta si è rivelato anche il motivo del mio momentaneo ritiro.

 

Avevo circa 20 anni quando all’università colui che poi diventò una delle persone piu’ importanti della mia vita e mio mentore nel settore business mi rivelò l’esistenza di un torneo di poker a Cagliari. Mi presentai vestito in maniera stramba, conobbi persone altrettanto particolari e da quel giorno per parecchi anni non feci altro che giocare a poker, ovunque ed in qualsiasi momento. Le cose sono sempre andata discretamente bene se non fosse stato per questo viziaccio di spendere ogni centesimo guadagnato in vita mondana.

 

Non sono mai stato un grande giocatore di poker e questo l’ho sempre saputo fra me e me ma per anni ho finto poichè utile ad una “ipotetica carriera” fatta di sponsor da conquistare e una fama che mi attirava ancor piu’ dei soldi. Sinceramente credo di aver imparato molto di piu’ negli ultimi anni successivi a november 9 ed avere dei concetti teorici ottimali che si sono sempre andati a scontrare con quel “talento” che pochi possiedono e che ahimè è anche causa del mio momentaneo ritiro.

 

Candio ai tavoli

Ho vinto parecchie cose in vita mia. Ho vinto il primo Ipt della storia, ho fatto november 9 ed oggi a 2 anni dalla mia assenza dalle Wsop vorrei spiegarvi i veri motivi: Da quando il mio talento si è aggravato, la mia compulsività ha preso il sopravvento e non riesco piu’ a regolarmi nel gioco. Grazie a Dio l’ho compreso subito e non ho subito danni. Ho incominciato ad avere delle remore morali per quanto riguarda la professione del poker che mi comportano una scarsa concentrazione ed un empatia forte nei confronti di chi ha seri problemi di gioco d’azzardo.

 

Ho trovato un nuovo mondo nel quale voglio impegnarmi e dove realizzarmi professionalmente. Ho una fantastica moglie ed un bimbo super toghissimo e voglio esserci sempre e non essere quel padre che un giorno c’è e l’altro no. E non ho nessuna intenzione di portare mio figlio vicino ad un casinò, neanche nei dintorni. Questione non meno importante è l’ennesima tempesta mediatica che ho dovuto portare sulle spalle negli ultimi 3/4 anni derivante dalla situazione fiscale che per me rimane veramente un enorme punto di domanda e fonte di delusione e stanchezza.

 

Mi sono arreso all’idea che probabilmente in questo ambiente e nel puro senso di “giocatore professionista ” forse fosse il caso di farla finita. Non posso permettere agli eventi di cancellare tutto ciò che di buono , fantastico e di eccezionale che questo trascorso mi ha dato. Ho quasi vinto i campionati del mondo! E questo “quasi” che mi ha accompagnato in questi anni è stato quello che piu’ mi ha fatto riflettere. Ogni tanto penso che vorrei essere dimenticato dal mondo del poker perchè vorrei tenermi tutto per me, come se fosse il mio segreto nascosto, come quel pensiero al quale tornare quando la vita diventa un po’ noiosa poi pero’ ci ripenso ed alla fine va bene così.

 

Gli obiettivi sono stati raggiunti e domani inizia una nuova vita anche se potrebbe essere la stessa. Dunque probabilmente ogni tanto mi vedrete ancora seduto a qualche tavolo, a mandare avanti room e sponsor e c’è la possibilità che rigiocherò pure le wsop prima o poi: semplicemente lo farò in modo diverso e con altri obiettivi. Quello che per adesso posso fare è ringraziare per tutto quello che ho avuto e quasi avuto. Io voglio tenermi stretti i bei ricordi del poker e lo voglio ringraziare e mi piacerebbe che anche gli altri facessero lo stesso anche se purtroppo o meno male la mia storia in questo gioco che partita da Cagliari andò a finire miseramente in un paesino chiamato Gaggiolo.

 

Tutto sommato pero’ è giusto così poichè nel mondo del “quasi” il lieto fine non esiste e l’eroe, a volerlo chiamare così, non se la passa per niente male perchè tutto sommato non ha il problema di arrivare a fine mese. Per dirla tutta hanno pure fatto un “quasi” film sulla mia vita, ho quasi fatto il GF, ho quasi fatto televisione (quante cagate) ed adesso vorrei farla finita con questo Quasi ed in quello che ho scelto il mio futuro ho deciso che non ci sarà mai piu’ un quasi.

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