Corte di Giustizia (UE) in udienza pubblica, dal 22 ottobre si discuterà sulla tassazione delle vincite

E’ stata ufficializzata la data in cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea discuterà, in udienza pubblica, sulla tassabilità o meno delle vincite ottenute dai pro nei tornei di poker live disputati all’interno delle case da gioco europee.

E’ stata ufficializzata la data in cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea discuterà, in udienza pubblica, sulla tassabilità o meno delle vincite ottenute dai pro nei tornei di poker live disputati all’interno delle case da gioco europee.

 

Mercoledì 22 ottobre potrebbe essere una data storica per tutti i poker pro. In quel giorno infatti, come si legge su Agimeg, partirà l’udienza pubblica fissata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per la pronuncia della sentenza sull’assoggettamento ad obblighi dichiarativi ed impositivi a fini fiscali delle vincite conseguite presso case da gioco di Paesi membri dell’Unione Europea, da persone residenti in Italia.

Verrà inoltre stabilitò, finalmente, se tale provvedimento si pone in contrasto con il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, oppure se sia da ritenersi giustificato da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica.

 

Assalto AdE al poker live, a breve passo importante Un passo fondamentale per il poker live made in Italy che arriva dopo il rinvio pregiudiziale della Commissione tributaria provinciale di Roma su due ordinanze nella quale si è discusso, e tanto, sull’interpretazione degli articoli 52 e 56 del Trattato.

Il tutto è nato in conseguenza dei ricorsi presentati da due giocatori di poker che si ribellavano agli accertamenti dell’Agenzia dell’Entrate su alcune vincite ottenute in casinò di altri Stati membri dell’Unione, per i quali era stata richiesta una tassazione del 43%. Per i due pro invece, la norma prevederebbe un trattamento discriminatorio, dal momento che le vincite conseguite nei casinò italiani non sono soggette a prelievo.

Una giusta analisi confermata anche da una delle ultime sentenze emesse dalla Commissione Tributaria di Roma: “Sottoponendo a imposte dirette un provento percepito all’estero, quando quello stesso provento, se percepito in Italia, non avrebbe subito alcun prelievo diretto in capo al percipiente, varrebbe a significare una discriminazione tra l’azienda europea e quella italiana, in favore di quest’ultima. In tal modo, il cittadino italiano verrebbe portato a preferire il casinò italiano (dove la sua vincita è immune da decurtazione) rispetto al casinò europeo”.

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