Continuano a piovere critiche sull’Italian Poker Tour, che ha chiuso a Sanremo la sua stagione. Oggi tocca a Salvatore Bonavena parlare. Le sue esternazioni sono molto amare, dettate però dalla voglia di risollevare il grande poker live in Italia.
Continuano a piovere critiche sull’Italian Poker Tour, che ha chiuso a Sanremo la sua stagione. Oggi tocca a Salvatore Bonavena parlare. Le sue esternazioni sono molto amare, dettate però dalla voglia di risollevare il grande poker live in Italia.
Continuano a piovere critiche sull’Italian Poker Tour, che ha chiuso a Sanremo la sua stagione. Oggi tocca a Salvatore Bonavena parlare. Le sue esternazioni sono molto amare, dettate però dalla voglia di risollevare il grande poker live in Italia.
Dopo la vittoria di Alessio Isaia al Grand Final IPT vi avviamo raccontato delle tante critiche mosse dai giocatori nei confronti dell’organizzazione del torneo. Ieri infatti abbiamo riportato diversi post di Facebook con toni polemici e preoccupati. Torniamo ad occuparci di questo argomento perché sul social più popolare tra i pokeristi è arrivato anche il commento di Salvatore Bonavena, molto duro nei confronti della Pagano Events, ma con intenti costruttivi. Bonavena solitamente è sempre pacato e positivo nei suoi interventi, perciò se si è lasciato andare a questo sfogo significa davvero che è arrivato il momento di farsi un paio di domande… Ecco qua il suo post intergrale:
“Voglio per la prima volta per il bene del nostro amato gioco, muovere delle critiche costruttive per quanto riguarda i tornei di poker. L’ultimo IPT mi ha messo una tristezza incredibile, per la prima volta dopo sette anni che partecipo a tornei live, mi son sentito vuoto come se di colpo non avessi più voglia di giocare. È stata la fredda San Remo e il modo sbagliato con cui è strutturato questo IPT. Io penso che se la gente continua a diminuire in questo evento (e dico questo poiché in altri è in aumento) qualche domanda gli organizzatori se la dovranno fare. Muovo queste critiche dopo che ho detto in faccia al mio amico Claudio Pagano che se non si cambia io non parteciperò a questo evento. Penso che lui ne terrà conto, investire circa 1.700€ per me che vengo dalla Calabria e non divertirmi non mi sta bene.
Alcuni piccoli suggerimenti li voglio dare e aprire così una discussione costruttiva che dia una soluzione per il bene di tutto il settore . La struttura penso debba essere portata a 30.000 chips in modo che il torneo sia reso più tecnico possibile, l’organizzazione si può prendere la responsabilità di almeno un 300.000€ garantito minimo. Queste sarebbero le basi su cui ripartire secondo me. Poi caro Claudio ti vorrei come ai vecchi tempi più partecipe come sapevi fare tu, non chiuso con quel tuo computer. Tu eri l’anima di questi avvenimenti. Un ultima e importante piccola cosa: i giocatori dovrebbero essere trattati meglio sia da parte dei Casino che delle varie strutture delle città, perché alla fine chi mantiene tutto siamo noi players!”
Non sono mancati ovviamente i commenti di altri giocatori, ma quello che interesserebbe davvero è tutti è una risposta da parte dei Pagano o di altri portavoce dell’organizzazione. Siamo davvero curiosi a questo punto di capire che formule proporrà la nuova stagione per uscire da questa crisi. Il buy-in resterà lo stesso? La struttura cambierà? Staremo a vedere.