Come decretato dal Tribunale di Bari, per mancanza di presupposti di reato, il sequestro del circolo Reraise, avvenuto circa 15 giorni fa, è stato cancellato. La struttura ha potuto così riaprire i battenti.
Come decretato dal Tribunale di Bari, per mancanza di presupposti di reato, il sequestro del circolo Reraise, avvenuto circa 15 giorni fa, è stato cancellato. La struttura ha potuto così riaprire i battenti.
Come decretato dal Tribunale di Bari, per mancanza di presupposti di reato, il sequestro del circolo Reraise, avvenuto circa 15 giorni fa, è stato cancellato. La struttura ha potuto così riaprire i battenti.
Solo tempo e denaro perso. Così si potrebbe riassumere l’operazione delle forze dell’ordine nei confronti del circolo Reraise di Bari, chiuso lo scorso 8 gennaio da un blitz della polizia che ha fermato una sessantina di persone, intenti a giocare un torneo di poker live, per porre i sigilli al locale.
Sigilli che poi sono stati rimossi dopo circa due settimane, visto che i titolari del Reraise hanno agito per via legali, ottenendo la riapertura quasi immediata della struttura.
Polemico Lele Sgherza, uno dei soci del Reraise, che ha così commentato la vicenda: “la nostra associazione sportiva dilettantistica ha 900 soci, si trova in una struttura su quattro piani sulla tangenziale di Bari, con tanto di palme e illuminazione. Come si fa a parlare di bisca clandestina?”
Prendendo da riferimento le tante sentenze a favore del poker sportivo che hanno creato dei precedenti a favore dei circoli che propongono questo tipo di gioco, il tribunale di Bari ha predisposto la non convalida al sequestro del circolo, che ha così potuto riaprire con un evento festa che ha coinvolto gran parte degli associati.
“Spero che questa vicenda accaduta al Reraise di Bari possa essere l’epilogo di questa storia. Da anni faccio parte di questo settore – prosegue Sgherza, come si lgge su Agimeg – e chi crede che il poker a torneo sia qualcosa di illegale porta avanti una battaglia persa”. Ci auguriamo che anche le forze dell’ordine, a seguito di questo nuovo insuccesso, siano capaci di distinguere nelle proprie operazione, le differenze tra una bisca clandestina ed un circolo ricreativo dove si prpongono giochi al di fuori della cerchia dell’azzardo.