Poker online Italia, continua il ‘declino’ del cash game

Sempre peggio, il poker cash game online italiano non riesce ad uscire dalla crisi. Nei primi otto mesi del 2015 il settore ha registrato una spesa effettiva di 56,5 milioni di euro, il -23,8% rispetto ai 74 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno.

Sempre peggio, il poker cash game online italiano non riesce ad uscire dalla crisi. Nei primi otto mesi del 2015 il settore ha registrato una spesa effettiva di 56,5 milioni di euro, il -23,8% rispetto ai 74 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno.

 

Segno sempre più in rosso per il poker online azzurro in modalità cash game. Nei primi otto mesi dell’anno in corso la raccolta, in questo particolare mercato, ha raggiunto i 2,1 miliardi di euro ma con una spesa effettiva pari a 56,5 milioni, il -23,8% rispetto ai 74 milioni di euro ‘incassati’ nello stesso periodo del 2014. Un dato incontrovertibile che conferma la lunga crisi di un settore ai minimi storici e sempre più in fase di stallo.

Continua a crescere invece il poker a torneo. Tra gennaio e agosto, si legge su Agimeg, la modalità a torneo ha raccolto oltre 483 milioni di euro, con una spesa effettiva (giocate al netto delle vincite) pari a 48,2 milioni di euro, in crescita dell’1,3% rispetto all’analogo periodo del 2014.

 

Del resto è già da circa un anno che il poker online italiano vive questa realtà, a settembre del 2014 infatti la spesa per il poker a torneo aveva superato, per la prima volta nella Poker online, che fare? Quale soluzione adottare?storia e seppur di pochissimo, quella per il poker cash game (8,4 milioni, contro gli 8,3 milioni del poker in modalità cash). Un boom che ha permesso al poker nella versione a torneo di ritrovare picchi interessanti (come i 74 milioni di gennaio 2015), anche se la flessione è tornata a farsi sentire in altri mesi.

 

Tra febbraio e maggio, ad esempio, la raccolta è tornata sotto il valore dei 70 milioni, mentre nei mesi più caldi il mercato è arrivato al di sotto della soglia dei 55 milioni di euro.

Intanto desta sempre più preoccupazione la perenne sofferenza del poker cash che, per molti esperti del settore, dovrebbe seriamente pensare ad aprire subito alla liquidità internazionale. Una liquidità condivisa europea potrebbe infatti rappresentare la migliore soluzioni, se non l’unica, per cercare di rilanciare un gioco che sopratutto nei mercati regolamentati nazionali è in fortissima difficoltà.

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