La lotta di Guglielmo contro un brutto male e la cura palliativa a base di poker online

Oggi voglio raccontarvi una storia vera. Una storia non solo di poker. Una storia di un uomo che ha combattuto e sta combattendo tutt’ora contro una fottuta malattia. Una storia dove anche il poker rappresenta una parte della sua lunga strada verso la guarigione.

Oggi voglio raccontarvi una storia vera. Una storia non solo di poker. Una storia di un uomo che ha combattuto e sta combattendo tutt’ora contro una fottuta malattia. Una storia dove anche il poker rappresenta una parte della sua lunga strada verso la guarigione.

 

Su PIW siamo solitamente abituati a narrare le gesta dei grandi campioni o a raccontarvi le vicende dei più affermati professionisti, oggi però ci prendiamo una pausa di riflessione per parlare di Guglielmo B. muratore cinquantenne con una passione amatoriale per il poker, che meno di due anni fa scopre di avere un tumore alla lingua.

Quando decido di intervistarlo, o sarebbe meglio dire farci quattro chiacchiere, supportato ed attorniato dalla sua famiglia, mi trovo di fronte ad una persona sicuramente provata e debilitata dalla malattia, ma con una strabiliante forza di spirito, che ci tiene a raccontarmi la sua storia, il suo viaggio all’inferno e ritorno, dove il poker rappresenta una sorta di medicina alternativa o cura palliativa per distrarre la mente ed anche perché no, come mi racconta lo stesso Guglielmo, un modo alternativo per guadagnare due soldini per sostentare almeno parzialmente la sua famiglia.

Ciao Guglielmo, innanzitutto grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere su di te, in un momento così particolare. Iniziamo da lontano, parlaci della tua passione per il poker.


Ciao Marco, la passione per il poker mi viene trasmessa nel 2008 da mio figlio Giovanni (il mitico Bingo! ndr) floorman di professione che lavora ed ha lavorato nei migliori circoli della provincia di Alessandria. All’inizio giocavo sul punto com, poi ovviamente mi son trasferito sul punto it, dove giocando sempre a limiti bassi, era per me solo un passatempo, devo dire che mi son tolto comunque qualche soddisfazione.

Poi due anni fa cosa succede?


Nell’agosto del 2014 mi sottopongo a vari esami, in seguito a dei dolori ripetuti alla lingua, e scopro purtroppo di avere quattro tumori alla lingua, e da li inizia il mio calvario.

Ti va di parlarcene?


Guglielmo fa una pausa, come se rivivesse gli ultimi mesi, parlare è difficile e faticoso e spesso viene “coadiuvato” da suo figlio Giovanni e da sua moglie Daniela, la sua infermiera personale, come la definisce lui. All’inizio mi sottopongo a dei cicli di chemioterapia e radioterapia con conseguente perdita di peso e forza fisica. Facevo il muratore ed ovviamente la malattia non mi consentiva più di svolgere il mio lavoro con tutto quello che ne consegue economicamente.

Ed il poker come si pone in tutto questo?


Giocavo a poker in ospedale! Era una sorta di cura palliativa per non pensare troppo al dolore, alla malattia e a tutto quello che sarebbe potuto succedere. E devo dirti che qualche piccola soddisfazione me la sono presa. Come quando partendo da uno step da un euro, sono arrivato a prendere il ticket per il Sunday Special, giocarlo e chiudere dodicesimo! Oppure quando ho fatto terzo ad un Sunday Challange, vinto poi da Marco “Magicbox” Bognanni.

Poi cos’è successo?


Poi sembrava che le cure avessero fatto effetto, avevo anche ricominciato a lavorare, ma purtroppo così non è stato e la situazione è peggiorata velocemente. Dopo sei mesi di tregua i tumori si sono riformati ed è stato necessario intervenire chirurgicamente. All’inizio i dottori non mi volevano nemmeno operare, perché era come giocarsi un 80-20….

Il poker come cura palliativa contro un brutto maleAlla fine però sei riuscito a crakkare gli assi di questo cazzo di oppo malefico.


La prima operazione l’ho subita nell’ottobre dello scorso anno, dove mi hanno tolto parte di un muscolo della gamba per trapiantarmela al posto della lingua. Operazione riuscita però ho avuto un rigetto e il mese successivo sono stato operato di nuovo dove questa volta mi hanno tolto parte di un muscolo del petto. A distanza di poco tempo ha subito quattro interventi chirurgici per un totale di 70 ore di sala operatoria e cinque giorni di rianimazione.

Li suppongo avessi accantonato il poker.


Assolutamente no! Come mi sono sentito in forze per tenere un tablet in mano ho ricominciato a giocare i miei tornei, vincendo pure un “the Hot” da due euro.

Una forza di volontà nemmeno immaginabile per chi non ha mai dovuto fare i conti con questa malattia.


Si,ma io dovevo guarire per la mia famiglia. Non potevo mollare. Sono sempre rimasto lucido di testa, lo devo a tutta la mia famiglia per l’amore con cui mi è sempre stata vicino, da mia moglie, ai miei figli, alle mie nuore.Trovo che ci sia una correlazione enorme tra il mindset che serve per giocare a poker e la mia ferma volontà nello sconfiggere la malattia.

Guglielmo è ancora alimentato via PEG, parla con difficoltà, ma sa che il peggio se l’è messo alle spalle.Ed ora cosa ti aspetta?


Adesso ci vorrà tempo per riprendermi, tra riabilitazione logopedistica per ricominciare a parlare correttamente e riposo per rimettermi in forma. Fortunatamente non mi manca nè l’amore delle mia famiglia nè un tablet per giocare qualche torneo, solo questo mese ho fatto più 800 euro giocando ad ABI 10! Non sarà come uno stipendio vero, ma mi fa sentire più vivo e vuoi mettere la soddisfazione di contribuire economicamente al sostentamento della famiglia.

Hai già fatto progetti per il futuro?


Mi piacerebbe tornare a fare il muratore, ma non so se questo sarà possibile, ma qualcosa faremo! Per quanto riguarda il poker mi piacerebbe provare a fare qualche torneo in un casinò.

Difficile trovare altre parole per descrivere l’incredibile forza d’animo di Guglielmo e dell’amore della sua famiglia che lo circonda. Non mi resta che fare un grosso in bocca al lupo a Guglielmo per tutto il percorso che lo attenderà, ma che sono sicuro saprà affrontare con estrema determinazione, proprio come al tavolo da poker, dove lo potete incontrare con il nick “icemanguly” su pokerstars.


“Grazie a te Marco, un saluto a tutti i lettori di PIW e permettimi di ringraziare ancora una volta tutta la mia famiglia per essermi stati sempre vicini in questo periodo difficile”

Marco Zanini

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