Una dedica che ti scioglie il cuore, di una dolcezza infinita. Una letterina dove la figlia descrive il proprio papà, un omone grosso che gioca a poker, famoso e simpatico a tutti. Questo fortunato padre è Riccardo Lacchinelli.
Una dedica che ti scioglie il cuore, di una dolcezza infinita. Una letterina dove la figlia descrive il proprio papà, un omone grosso che gioca a poker, famoso e simpatico a tutti. Questo fortunato padre è Riccardo Lacchinelli.
Una dedica che ti scioglie il cuore, di una dolcezza infinita. Una letterina dove la figlia descrive il proprio papà, un omone grosso che gioca a poker, famoso e simpatico a tutti. Questo fortunato padre è Riccardo Lacchinelli.
“Descrivo una persona molto cara: una persona a cui sono molto affezionata, il mio papà”. Inizia così la dedica della figlia Lara al papà Riccardo Lacchinelli, il noto pokeristia di Crema, nonché voce di PokerItalia24. “Quando passeggiamo in Piazza Duomo tutti lo salutano: papà è famoso!!!! Non fa un vero e proprio lavoro, gioca a poker”, continua Lara, che con la innocenza riesce a descrive nel migliore dei modi il lavoro del padre, il pokerista, una professione troppo spesso guardata con occhi diffidenti, sospetti, come se un pokerista fosse uno spacciatore o un pappone.
Nella mente di molti c’è ancora l’idea che il poker sia giocato solo da malavitosi in bische clandestine e dove per colpa dei debiti di gioco a volte può scapparci il morto. O anche perché semplicemente il poker viene ancora etichettato come gioco d’azzardo e le persone associano l’azzardo al male, quando poi il texas hold’em e le sue varianti, sappiamo bene essere più una disciplina sportiva che un semplice gioco a caso, come il lotto.
Quel ‘gioca a poker‘ detto con tanta innocenza, dice tutto, e le persone che tutt’oggi prendono le distanze dal poker dovrebbero riflettere e cambiare opinione. Il poker è più di un gioco fatto a certi livelli, è un vero e proprio lavoro, dove ci vuole tanta disciplina e dedizione come in qualsiasi altro sport. Un lavoro, sport, dove figlia può arrivare a capire il reale valore di ciò che fa il padre, non una persona che semplicemente gioca a carte rimettendoci di tasca propria, bensì un uomo che applica regole ben precise come in un qualsiasi altro lavoro o mestiere sportivo, come la conoscenza della matematica, conoscenza dei vari linguaggi del corpo, saper gestire le emozioni e saper investire nel migliore dei modi il proprio capitale, dunque conoscenza anche economiche.
Questo Lara lo sa, grazie anche al padre che ha saputo spiegarle nel migliori dei modi cosa è realmente il poker, il texas hold’em.
Ma prima di tutto Riccardo Lacchineli, sopratutto agli occhi di Lara, è un padre, una papà che “socializza con tutti ed è molto simpatico per essere un papi con tre figlie”. Ma è anche “alto e pesante, con i capelli scuri e corti e la testa ovale come la mia – continua Lara – Un genio della matematica e sa come farmi ridere. Mio padre è fantastico perché sa comprendere quando sono triste o arrabbiata e sa risolvere tutti i problemi. Nei weekend andiamo al cinema (se faccio tutti i compiti) o a vedere spettacoli a teatro. Papi si arrabbia raramente con noi perché sa che con la violenza non si ottiene nulla”. Un papà pokerista modello.