PIW intervista Andrea ‘ttahiti75’ Bertacca: “Senza liquidità condivisa quasi tutti i regular andranno via dall’Italia!”

Altra intervista targata PokerItaliaWeb sulla liquidità condivisa. Stavolta abbiamo sentito il bravissimo grinder toscano Andrea ‘ttahiti75’ Bertacca. Ecco cosa ci ha detto…

Altra intervista targata PokerItaliaWeb sulla liquidità condivisa. Stavolta abbiamo sentito il bravissimo grinder toscano Andrea ‘ttahiti75’ Bertacca. Ecco cosa ci ha detto…

 

Ciao Andrea, bertornato su PIW. Parliamo di liquidità condivisa… cosa ne pensi della possibilità di creare un mercato comune tra Italia, Francia e Spagna? Secondo te è la mossa giusta per risollevare le sorti del poker online?

Ciao Peppe, è un piacere essere qui con voi di PIW. Sicuramente l’apertura del mercato del poker online italiano con una liquidità internazionale fornirebbe nuova linfa vitale a tutto il settore, che come sappiamo da diversi anni risente di un notevole calo. Gli aspetti positivi sarebbero molteplici, a cominciare dalla possibilità di confrontarsi con altri mercati.

Uscire dai nostri confini ci aiuterebbe a migliorare in tutti i sensi. E mi riferisco anche a noi giocatori che potremmo imparare e molto dagli ‘scontri’ con francesi, spagnoli, portoghesi o perché no, con giocatori di tutto il mondo. Questo aumenterebbe la voglia di riavvicinarsi nuovamente al gioco grazie a montepremi con garantiti più alti, ad un maggior numero di tornei e alle nuove promozioni che sicuramente arriverebbero in gran numero. E non solo, basa pensare per esempio al poker cash game che si ritroverebbe un field molto più ampio per tutte le 24 ore.

Insomma il mercato si rinvigorirebbe spingendo le aziende del settore a riprendere gli investimenti sul poker online e riportando così alla ribalta un gioco bellissimo che ricordiamolo sul breve periodo può far vincere tutti anche senza troppo studio o applicazione, anche se rimane sempre un gioco di abilità.

In questo senso non sarebbe meglio puntare direttamente sul ‘.com’ per avere una liquidità più ampia e di conseguenza un maggior ritorno economico?

Questa domanda mi porta a fare un ragionamento, tutto quanto detto sopra sarebbe meraviglioso sia per un giocatore di poker professionista che per chiunque abbia questo gioco come hobby. Il punto da valutare è come e con chi verrà realizzata questa liquidità condivisa ed inoltre con quali modalità. Penso che attualmente ci siano 2 possibilità:

1- La decisione più veloce, credo già realizzabile nel 2017, sarebbe quella di condividere il mercato italiano con quello francese e spagnolo, ma il problema rimane ‘la tassazione’. Ad esempio il mercato francese, che ha aperto la strada verso una liquidità condivisa tra nazioni europee con una legge già approvata, ha una tassazione molto più alta rispetto alla nostra e in questo caso il gioco non sarebbe battibile, ossia nessuno guadagnerebbe, ne i giocatori ne la poker room. Lo spagnolo ha invece una tassazione lievemente più alta di quella italiana, quindi il problema è di chi dovrebbe trovare un accordo per armonizzare tutti questi elementi e far si che chi gioca possa guadagnare così come possano guadagnare le poker room.

2 – Realizzare una liquidità condivisa con il ‘.com’ e quindi con i giocatori di tutto il mondo. Questo si potrebbe fare raggiungendo per esempio un accordo bilaterale con Gran Bretagna e Danimarca, che hanno entrambe porte di accesso alla rete globale. Con questa seconda opzione a mio avviso si creerebbero benefici e possibilità ancora più ampie, anche se inizialmente potrebbe essere un po’ meno semplice da realizzare. Tutto dipende sempre dalla reale volontà di riuscirci. La domanda è: vorranno i nostri legislatori e aziende di settore puntare sul mercato del poker online o preferiranno lasciare spazio a slot e casino? Ai posteri l’ardua sentenza…
Poker e liquidità condivisa... cosa succederà? E se invece saltasse tutto, quale sarebbe il futuro del poker online italiano?

Sarebbe la fine! Se nessuno investirà più sul poker online, i montepremi diminuiranno, i player si allontaneranno e andranno sempre di più a scommettere o a giocare sui casinò online. Nel giro di un paio d’anni fallirebbe il sistema, ma spero vivamente che questo non accada.

Cosa pensi della scelta di tanti regular di andar via dall’Italia per riprendere a giocare con più intensità? Secondo te è un fenomeno che, in caso di mancato accordo per la liquidità condivisa, potrebbe aumentare esponenzialmente?

Assolutamente si. A quel punto una persona che si sostenga attraverso il poker giocandolo in modo professionale non avrà altra possibilità se non quella di andare a giocare altrove, oppure mettersi a fare un altra cosa e lasciare il giochino come hobby.

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