Vi proponiamo l’intervista appena fatta a Gabriele ‘Galb’ Lepore. Il pro di Sisal Poker ha detto la sua sui problemi legati al poker online italiano e sul probabile arrivo della liquidità condivisa.
Vi proponiamo l’intervista appena fatta a Gabriele ‘Galb’ Lepore. Il pro di Sisal Poker ha detto la sua sui problemi legati al poker online italiano e sul probabile arrivo della liquidità condivisa.
Vi proponiamo l’intervista appena fatta a Gabriele ‘Galb’ Lepore. Il pro di Sisal Poker ha detto la sua sui problemi legati al poker online italiano e sul probabile arrivo della liquidità condivisa.
Ciao Gabriele, bentornato su PIW. Come saprai entro la prima metà del 2017 verrà lanciata la liquidità condivisa con Francia, Spagna e forse Portogallo. E’ la mossa giusta per dare nuova spinta al poker online italiano?
Ciao Giuseppe. Sicuramente l’unione di più mercati non può che essere un bene per il poker online italiano. E’ una questione prettamente numerica, l’ecosistema pokeristico ha bisogno di una massa critica più grande per non asciugarsi e creare le situazioni che conosciamo purtroppo bene nel .it.
Credi che sia stata corretta la scelta di puntare ad una liquidità ‘regionale’ invece che ad una, a più ampio respiro internazionale, con le poker room del ‘.com’?
Non credo che creare una liquidità con un numero di stati comunque limitato sia una scelta migliore rispetto ad aprire al mercato globale, credo però che la scelta della liquidità condivisa ristretta sia invece molto più attuabile, per motivi semplicemente politico/burocratici.
Ovviamente la liquidità arriverà per dare la svolta ad un mercato praticamente in stallo… ma come siamo arrivati a questo punto? Mi spiego meglio, quali sono secondo te le cause che hanno portato il poker online ad un disastro di tale portata?
Il motivo principale che ha portato il tracollo del mercato ‘.it’ è ovviamente la chiusura in se, ripeto perlopiù è un discorso banalmente numerico. La chiusura ha portato il boom e i fasti dei primi periodi e un prevedibile tracollo futuro, cosa che era si molto facile da prevedere, ma personalmente non mi aspettavo una differenza così netta in così poco tempo.
Oltre a questo, proprio la gestione dei ‘fasti iniziali’ è stata pessima da parte di Room e giocatori. Le cause sono state dette… soldi spesi a caso verso testimonial terribili, la gara della rakeback più alta ed in generale i soldi spesi davvero male. Poi ci sono altri motivi tipo i casinò games che però non sono errori, è solo che prima si vendevano più mele ora si vendono più pesche.
In questi ultimi due anni molti dei regular del poker online italiano sono letteralmente scappati dall’Italia per giocare sulle poker room estere. E’ una scelta che ti senti di condividere?
Mi sento di condividere le motivazioni di chi ha scelto di andare all’estero per giocare, io sinceramente ho diminuito moltissimo il poker giocato, anche perché non sono motivato a giocare con un atteso così basso (purtroppo la sofferenza del runnare male è uguale o peggiore però!). Personalmente avevo praticamente deciso di trasferirmi ad inizio dell’anno prossimo, ma con i cambiamenti recenti in Slovenia e soprattutto la liquidità condivisa così probabile ho deciso di rimanere ancora in finestra ad osservare.
Secondo te il regular medio italiano è pronto per affrontare un field più tosto come quello delle ‘.com’?
Secondo me il regular medio italiano non è pronto per affrontare un field internazionale, ma in compenso può sicuramente adeguarsi ed essere vincente sul lungo, ovviamente bisogna studiare e fare delle modifiche al proprio gioco, caratteristica standard di un giocatore vincente. Ma a questo proposito vorrei esprimere una mia opinione personale, molto spesso quando ci sono articoli o discorsi (o post sui vari social) riguardo la liquidità condivisa, leggo frasi del tipo, i reg italiani verranno spazzati via, o non saranno in grado etc etc.
Io sinceramente non credo che la questione abbia importanza, nel poker come nella vita chi non si adatta muore e si alcune categorie che ora vivacchiano col poker e con mezzucci più o meno tollerati, verranno completamente spazzati via (PER FORTUNA) e credo che oltre ad avere un bacino più grande dove giocare, ci libereremo anche di tanta feccia che infesta il ‘.it’.
Quindi si qualcuno ci rimetterà, ma ben venga per il bene comune dell’ecosistema, il .it come è adesso non permette di guadagnare grosse cifre (salvo per fenomeni o nicchie) se ci sarà un network con 5 nazioni sicuramente sarà invece possibile. In pratica le opportunità per chi ha voglia di fare e impegnarsi in maniera positiva aumenteranno, per i medi diventerà un po’ più difficile, ma ci saranno grossi cambiamenti negativi solo per poco, alla fine il 95% dei giocatori già perde a poker e tendenzialmente che sia sul .it o sul .com, sulla liquidità condivisa o su Marte, continuerà a perdere.
Sei stato chiarissimo, grazie Gabriele. Alla prossima… ciao!
Grazie a te, un saluta a tutti voi di PIW.
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.