Ancora una volta Carlo Savinelli non le ha mandate a dire ed attraverso un post sul suo account di Facebook, ha voluto fare una netta distinzione tra chi vive di poker e chi invece si limita a sopravvivere. Ma non solo…
Ancora una volta Carlo Savinelli non le ha mandate a dire ed attraverso un post sul suo account di Facebook, ha voluto fare una netta distinzione tra chi vive di poker e chi invece si limita a sopravvivere. Ma non solo…
Ancora una volta Carlo Savinelli non le ha mandate a dire ed attraverso un post sul suo account di Facebook, ha voluto fare una netta distinzione tra chi vive di poker e chi invece si limita a sopravvivere. Ma non solo…
Il poker è cambiato e col passare del tempo è diventato sempre più difficile riuscire a vincere con una certa continuità. Per questo oggi più che mai bisogna capire se si è in grado di poter avere un vita da ‘pro’, con tutti i suoi vantaggi, oppure smettere e fare altro. Almeno questo è quello che pensa Carlo Savinelli, vincitore in carriera di oltre 1 milione di dollari solo nel live.
Per il ‘sindaco’ di Maddaloni bisogna porsi della domande, soprattutto in questo momento non certo facile del poker italiano. Uno il nodo fondamentale: “Io vivo di poker o sopravvivo nel mondo del poker?“
Una bella domanda che forse in pochi si fanno ma che invece merita una profonda analisi. Del resto è fondamentale capire se si è dei vincenti o no, visto che da questo dipende il futuro di tutti i regular e pro. Il problema è accettare la situazione che, sempre a detta del buon Carlo, è luminosa soltanto per pochissimi giocatori.
Per gli altri c’è solo il tempo di lamentarsi e trovare delle scuse per i mancati introiti:
“Ogni tanto qualcuno viene fuori sbroccando sempre sulle stesse problematiche ma nessuno fa un nome nonostante questo gli costi dei soldi in meno a fine anno, probabilmente perché il 99% ha qualcosa da nascondere, altrimenti non riesco a trovare altre motivazioni.
In pratica si sentono tutti forti e preparati nonostante le loro vincite annue siano pari mediamente al mio spending in food and beverage. Tutti haterano tutti, o meglio, si haterano tra crew per giustificare la loro mancanza di studio o di intelligenza perchè magari studiando ma non ci arrivano. Alcuni effettivamente bravi e di un altra categoria hanno sharato accounts e studiato in gruppo il gioco di alcuni avversari per poi sattarli e dividersi le vincite.
Le motivazioni appena elencate basterebbero per chi ha un casinò vicino casa e non supera un tot annuo per scegliere di giocare live dove un regular normodotato giocando 5 di 7, con 1/3 dello studio che serve per battere una 50/1 online, non può fare meno di 40.000 euro annui ad una 2/5 NLH. Anche se a dirla tutta con questi dati che vi do per certi, gioco live da 10 anni, da 5 tutto quello che parte fino alla 25/50 , si potrebbe pensare di trasferirsi vicino ad un casinò.
Addirittura c’è ancora chi, nel 2017, da la colpa ad account ‘finti’ per giustificare la propria incompetenza o frustrazione o eterna sfiga, cosa abbastanza ridicola. Studiate di più! Ho sentito e letto tante volte ‘meglio che andare in fabbrica o un lavoro d’ufficio’ e invece è quello il punto. Per quelle cifre meglio andare in fabbrica o lavorare in ufficio perché con il passare del tempo sarai sempre più alienato dalla vita reale ed è più probabile che l’anno successivo tu faccia meno del precedente ed in più sarai più vecchio e quindi varrai mediamente di meno nel mondo del lavoro.
Io sono quasi 10 anni che gioco, circa 5 da professionista dopo aver abbandonato la carriera accademica e il poker come semi-professionista. Se solo dovessi pensare di giocare per quelle cifre con una qualità della vita cosi bassa e senza prospettive future mi verrebbe da abbracciarmi il Pc e buttarmi nel lago. La maggior parte di questi ventenni/trentenni sta gareggiando le olimpiadi del fallimento ed hanno buone possibilità di vincere la medaglia d’oro perché in 5 anni rischiano davvero che il mondo gli cada addosso.
Io vi consiglierei di trovarvi un lavoro con prospettive future, un paracadute, che magari con quelle cifre vi sentite vincenti nella vita, ma siete belli lontani dalla realtà. Perché non state VIVENDO CON il poker ma state SOPRAVVIVENDO NEL mondo del poker. Senza contare che siete pure belli come il sole quando giocate live (Mtt o Cash) scansando un 5% di quel 3% di giocatori vincenti online.
Concludo dicendo che il ‘punteggio’ a questo gioco si manifesta con la vita che ti fa vivere il poker, se vivi come hai sempre desiderato puoi pure togliere i grafici con le vincite da mezzo, o Hendon mob , quelli servono solo per l’ego. Ce l’hai fatta solo se vivi la vita che hai sempre desiderato o almeno ti avvicini, il resto è sopravvivere e vi vedo in parecchi lì fuori, ma tanto alla fine per voi è più importante il fallimento altrui che il vostro successo!“.
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Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.