Alla PCA 2014 il Super High Roller da 100mila dollari di buy-in ha regalato una bolla davvero clamorosa. Mike ‘Timex’ McDonald ci racconta come si è ritrovato a chiamare un all-in di appena due ante, con meno di un buio e KQ in mano…
Alla PCA 2014 il Super High Roller da 100mila dollari di buy-in ha regalato una bolla davvero clamorosa. Mike ‘Timex’ McDonald ci racconta come si è ritrovato a chiamare un all-in di appena due ante, con meno di un buio e KQ in mano…
Alla PCA 2014 il Super High Roller da 100mila dollari di buy-in ha regalato una bolla davvero clamorosa. Mike ‘Timex’ McDonald ci racconta come si è ritrovato a chiamare un all-in di appena due ante, con meno di un buio e KQ in mano…
Morire di bui in piena bolla è una cosa che solitamente capita solo ai più donk tra i donk, penserete voi… e invece no! Può capitare anche a giocatori di altissimo livello. Ha davvero dell’incredibile quello che è successo nella ‘bubble’ del torneo Super High Roller da 100.000$ di buy-in che si è disputato alla PCA 2014 nelle Bahamas. Il torneo è stato vinto dal tedesco Fabian Quoss ma la notizia più interessante risale appunto allo scoppio della bolla…
Prima di tutto la cronaca. Si è arrivati al tavolo finale con nove giocatori e otto di loro sarebbero andati a premio. I bui erano 30k/60k con ante 10k. Il più corto, Paul Newey, pusha da UTG appena 20k! Mike McDonald si trova CO con uno stack non meno ridicolo: 50k. Il settimo in fiches era Ole Schemion, corto ma con uno stack più decente: 280k.
Ebbene, cosa avreste fatto al posto di Mike con KQ in mano? Lui ha deciso di chiamare, andando quindi in all-in. Matt Glantz completa poi dallo SB e Fabian Quoss dal BB a sorpresa decide di isolarsi contro due avversari facendo foldare Glantz. Allo showdown 9-6 per l’ipershort Newey, K-Q per McDonald e A-Q suited per Quoss. Board 8-3-A-6-5 e doppio out.
Con questa mossa McDonald si è assicurato il premio minimo di 200mila dollari e l’ottavo posto. Newey invece è stato il bubble-man, mentre Quoss sarebbe andato poi a vincere il torneo. In tanti hanno commentato l’accaduto, ma ovviamente il parere più interessante è quello di McDonald, che in un’intervista ha provato a spiegare i suoi calcoli alla fine di un torneo che è stato per lui una vera montagna russa…
Onestamente McDonald non ha saputo dare una spiegazione chiarissima sulla sua scelta. Ha comunque tirato in ballo calcoli ICM e ha spiegato tutte le variabili da considerare in casi del genere. Da un punto di vista strettamente matematico la mano è andata probabilmente come sarebbe dovuta andare, ovvero con tre all-in. Non è semplice però avere il coraggio di fare call in una situazione simile. Chiamare o foldare? Per noi comuni mortali fortunatamente (o sfortunatamente?) un buio non vale mai 200mila dollari…