Se il poker online in Italia piange, in Francia di certo non ride. I due più importanti mercati con licenze in Europa stanno attraversando una fase di contrazione dalla quale potrebbero uscire soltanto unendo i bacini d'utenza.
Se il poker online in Italia piange, in Francia di certo non ride. I due più importanti mercati con licenze in Europa stanno attraversando una fase di contrazione dalla quale potrebbero uscire soltanto unendo i bacini d'utenza.
Se il poker online in Italia piange, in Francia di certo non ride. I due più importanti mercati con licenze in Europa stanno attraversando una fase di contrazione dalla quale potrebbero uscire soltanto unendo i bacini d'utenza.
Tempi duri per gli amanti del poker online, professionisti e amatori che siano. Le poker room vivono un momento di recessione e i primi a farne le spese sono stati parecchi pro che si sono visti non rinnovare i propri contratti. Ma anche chi gioca solo per svago si sta accorgendo che i tavoli non sono più pieni come una volta e che evidentemente c'è qualcosa che non va.
Un discorso, questo, che potremmo benissimo tradurre anche in francese. Da quelle parti, in Francia appunto, il mondo delle poker room con licenza nazionale è più giovane del nostro, ma non ci ha messo molto a farsi trascinare da una spirale negativa che ha portato una contrazione non indifferente. I due mercati licenziati più importanti d'Europa, dunque, sono in netto affanno. Con percentuali del tutto simili.
In Italia, come abbiamo visto, il mese di marzo 2013 ha portato la spesa nel cash game a calare del 32,2% rispetto all'anno scorso. Hanno fatto meglio i tornei, ma il segno negativo davanti al 24,8% non è certo molto più lusinghiero. Perdere rispettivamente un terzo e un quarto del volume d'affari nel giro di 12 mesi è un campanello d'allarme che non può certo essere ignorato.
Attraversando le Alpi se la cavano un pochino meglio, ma non devono certo stare allegri. Il primo trimestre del nuovo anno ha portato una doppia perdita del 13% nel confronto con il periodo gennaio-marzo del 2012: sia cash game online che la modalità a torneo sono calate della medesima cifra. Già a gennaio il presidente dell'ARJEL, Jean-Francois Villotte si era detto preoccupato del calo del poker online.
La crisi del poker online nei due principali mercati europei potrebbe portare ad una netta accelerata nel processo di unificazione dei bacini d'utenza, da tutti visto come passo necessario affinché la situazione possa migliorare per tutti. Una soluzione incoraggiata anche dalla Spagna, mercato questo più piccolo ma altrettanto invischiato in una recessione che ha già portato alla dipartita di parecchi operatori.