È stato approvato in Commissione Cultura il regolamento sul gambling online nell'Unione Europea. Si tratta di un passaggio fondamentale, verso la creazione di un mercato comune che possa condividere liquidità e bacino d'utenza.
È stato approvato in Commissione Cultura il regolamento sul gambling online nell'Unione Europea. Si tratta di un passaggio fondamentale, verso la creazione di un mercato comune che possa condividere liquidità e bacino d'utenza.
È stato approvato in Commissione Cultura il regolamento sul gambling online nell'Unione Europea. Si tratta di un passaggio fondamentale, verso la creazione di un mercato comune che possa condividere liquidità e bacino d'utenza.
Secondo quanto ha rivelato Marco Scurria, eurodeputato di Fratelli d'Italia, nonché coordinatore del PPE alla Commissione Cultura del Parlamento Europeo, la stessa commissione ha approvato la regolamentazione sul gioco d'azzardo online nei paesi che fanno parte dell'Unione Europea. Possiamo dunque dire che è iniziato il processo di unificazione delle norme, che dovrebbe portare come conseguenza la possibilità di creare una liquidità comune.
L'intento principale dell'Unione Europea è quello di uniformare le leggi dei vari stati membri, in modo da poter gestire meglio le dinamiche che coinvolgono gli operatori che agiscono al di fuori dell'alveo della legalità. Tuttavia, avere una regolamentazione unica rappresenta anche la pietra angolare della condivisione del bacino d'utenza tra più paesi, come già da tempo si discute.
Una mossa che permetterebbe di uscire dall'impasse in cui sono finiti i principali mercati europei, tra cui Italia, Francia e Spagna. Il sistema delle licenze rimane sicuramente valido, ma come si è visto la restrizione del pool di giocatori ha portato ad un'asfissia che, se non corretta in tempo, potrebbe atrofizzare il mercato del poker online in maniera irreversibile o quantomeno difficilmente recuperabile.
Purtroppo, per unificare le leggi di paesi diversi ci vuole del tempo. La liquidità comune, per quanto auspicabile e auspicata persino dai principali organi regolatori dei mercati che fanno uso di licenze (AAMS, ma anche la francese ARJEL e la spagnola DGOJ), è un percorso lungo e complicato, ma in ogni caso evidentemente inevitabile, se si vuole che il poker online riesca a sopravvivere.