L'ex portavoce nonché giocatrice sponsorizzata di Ultimate Bet ha deciso di difendersi dalle accuse mosse da Russ Hamilton. Tramite un comunicato pubblicato su Facebook, Annie Duke ha negato di essere stata a conoscenza del 'God Mode'.
L'ex portavoce nonché giocatrice sponsorizzata di Ultimate Bet ha deciso di difendersi dalle accuse mosse da Russ Hamilton. Tramite un comunicato pubblicato su Facebook, Annie Duke ha negato di essere stata a conoscenza del 'God Mode'.
L'ex portavoce nonché giocatrice sponsorizzata di Ultimate Bet ha deciso di difendersi dalle accuse mosse da Russ Hamilton. Tramite un comunicato pubblicato su Facebook, Annie Duke ha negato di essere stata a conoscenza del 'God Mode'.
Ci ha messo forse qualche giorno di troppo, ma alla fine Annie Duke ha trovato le parole giuste per prendere le distanze dalle recenti accuse di Russ Hamilton, in merito al riesumato scandalo Ultimate Bet, tornato in auge dopo la pubblicazione di alcune registrazioni da parte di Travis Makar. La professionista ha scelto Facebook, e un comunicato di 1.200 parole, per affermare la sua totale estraneità dalla truffa che sarebbe costata almeno 23 milioni di dollari ai giocatori della room, nel periodo tra il 2003 e il 2007.
La Duke ha negato di essere stata a conoscenza e di aver utilizzato il software denominato 'God Mode', quello che permetteva di conoscere le carte private dei propri avversari, dando a Russ Hamilton praticamente del bugiardo. Russ aveva dichiarato che Annie aveva utilizzato una versione particolare, che le garantiva la conoscenza delle carte altrui con un breve ritardo di tempo (utile comunque a studiare lo stile degli avversari).
La dichiarazione della sorella di Howard Lederer include un breve messaggio di supporto a due amici di vecchia data, John Vorhaus e Jon Priam, che hanno lavorato per anni con la Duke, sia a Ultimate Bet che nell'esperimento (fallito) della Epic Poker League. Ecco un estratto delle parole più significative di questo comunicato:
“Sapendo ciò che so oggi, non avrei mai incoraggiato nessuno a giocare su UltimateBet.com, con quel management. Sono disgustata del modo in cui queste persone hanno cercato di mascherare le loro azioni, e mi dispiace tantissimo di aver lavorato con loro”.
Quello che la Duke però non spiega sono i termini del suo lungo rapporto col management di Ultimate Bet. La donna ha vissuto a Portland per due anni ed è stata coinvolta nel desing del sito ufficiale della poker room, ha lavorato a stretto contatto con i programmatori e ha partecipato in maniera attiva alle attività di Ultimate Bet per più di dieci anni. Qualche dubbio uno se lo fa.