Rimborsi Full Tilt Poker: negli Usa se ne riparla tra uno o due anni e in Italia?

Sembra che i giocatori americani, prima di rivedere i loro soldi, potrebbero dover aspettare ancora a lungo. Almeno stando alle dichiarazioni di Lorrie Stall, rappresentante del Garden City Group, che si sta occupando della faccenda.

Sembra che i giocatori americani, prima di rivedere i loro soldi, potrebbero dover aspettare ancora a lungo. Almeno stando alle dichiarazioni di Lorrie Stall, rappresentante del Garden City Group, che si sta occupando della faccenda.

 

Procede a rilento il processo di restituzione dei fondi congelati su Full Tilt Poker ai tempi del Black Friday. I giocatori americani stanno ancora aspettando e presumibilmente dovranno farlo ancora a lungo, secondo quanto si legge sui principali forum internazionali. Sono i molti che hanno cercato di contattare il Garden City Group, scelto dal governo americano per amministrare tale processo, ottenendo risposte sconfortanti.

Un utente di Two Plus Two, tale 'Schlucky1', sarebbe riuscito a entrare in comunicazione con Lorrie Stall, rappresentante del GCG, la quale gli avrebbe fornito informazioni piuttosto generali, lasciando però intendere che potrebberro volerci ancora uno o addirittura due anni prima che gli utenti americani di Full Tilt Poker possano mettere mano su quanto è loro dovuto.Bei tempi quelli prima del Black Friday...

Il problema pare essere quello di creare una formula che possa tracciare in maniera accurata la cifra dovuta ai giocatori e che allo stesso tempo possa tenere conto (ed eventualmente eliminare da tale cifra) dei circa 80 milioni di dollari di depositi 'fantasma' che non sono mai stati processati nei conti bancari americani. Qualcosa che evidentemente sembra molto più facile a dirsi che a farsi.

Un'altra considerazione da tenere a mente è che non è stato ancora deciso se il denaro che deve tornare in tasca agli ex clienti della Red Room debba essere quello relativo ai depositi effettuati, alle cifre presenti negli account prima dell'aprile 2011 o entrambe le cose. La prima ipotesi sembra essere la migliore anche da un punto di vista operativo, perché permetterebbe di evitare le complicazioni relative a un calcolo basato sui risultati dei giocatori stessi.

Tutto tace, invece, sul fronte italiano. Sono passati ormai parecchi mesi dalla riapertura di Full Tilt Poker, (anche se lo ricordiamo la sala non accetta giocatori residenti in Italia perche' sprovvista di una regolare licenza Aams)  acquistata da PokerStars, ma per quanto riguarda il denaro che giaceva sui conti dei giocatori del nostro paese ( prima della chiusura della sala) non è stata rilasciata nessuna dichiarazione ufficiale. E il timore che quel denaro vada perso per sempre cresce ogni giorno che passa. Ricordiamo che in molte altre nazioni i giocatori sono stati pienamente rimborsati e anche negli stati dove vige una regolamentazione simile alla nostra (Francia e Spagna) tutti i conti gioco sono stati saldati.

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