Periodo di crisi più che nera per il poker online made in Italy. Sia il cash game che la versione a torneo, nei primi cinque mesi dell'anno, hanno perso oltre un terzo del volume d'affari fatto registrare nello stesso periodo del 2012.
Periodo di crisi più che nera per il poker online made in Italy. Sia il cash game che la versione a torneo, nei primi cinque mesi dell'anno, hanno perso oltre un terzo del volume d'affari fatto registrare nello stesso periodo del 2012.
Periodo di crisi più che nera per il poker online made in Italy. Sia il cash game che la versione a torneo, nei primi cinque mesi dell'anno, hanno perso oltre un terzo del volume d'affari fatto registrare nello stesso periodo del 2012.
Prosegue la crisi del poker online in Italia. I dati elaborati sui primi cinque mesi del 2013, e forniti da Agipronews.it, fanno tremare i polsi anche al più ottimista degli addetti ai lavori: né il cash game né la modalità a torneo danno segni di ripresa, e anzi continuano a sprofondare in una contrazione il cui trend non sembra poter cambiare, almeno non a strettissimo giro.
Partiamo con il cash game online. Da gennaio a maggio 2013, la spesa ha toccato quota 67,4 milioni di euro: nel 2012, nello stesso periodo, la quota raggiunta era di 102,8 milioni di euro, il 34,4% in più. Il mese di maggio ha seguito la stessa falsariga dei precedenti, con una spesa di circa 12 milioni di euro. E come detto, non è che nei tornei vada molto meglio. Anzi.
La modalità a torneo del poker online italiano perde addirittura di più. Prendendo in considerazione i primi cinque mesi dell'anno, la spesa è arrivata a 49,3 milioni di euro (di cui 9 milioni a maggio), quando l'anno scorso aveva superato i 78 milioni (78,7 per la precisione). In termini percentuali, parliamo del 37,3% in meno. Se non è un disastro, poco ci manca.
Se prendiamo in considerazione non solo il poker online, ma anche i giochi da casinò online, la spesa sale a 213,7 milioni di euro, ma anche qui rispetto al 2012 il saldo è negativo: l'anno scorso, di questi tempi, si parlava di 230,2 milioni di euro, il 7,1% in più. Solo nel mese di maggio, poker e casinò hanno perso il 7,8% (40 milioni di spesa contro i 43,4 del 2012).