I grinder americani aspettano con ansia l’arrivo del poker online in California, la cui partenza è slittata già un paio di volte. Il problema è che i legislatori hanno già stabilito un’importante clausola: il mercato non si estenderà a tutti gli USA.
Questa estate si era parlato in almeno un paio di occasioni di un imminente apertura della California al poker online. Alla fine però il grande giorno dovrebbe arrivare nel 2015, come si pronosticava in precedenza. Purtroppo però non trapelano belle notizie in questo periodo sulle nuove leggi che verranno introdotte… Dopo cinque anni di lavoro, sembra infatti che i legislatori californiani abbiano intenzione sì di aprire al poker, ma stabilendo fin da subito che il mercato resterà circoscritto allo stato affacciato sul Pacifico, senza alcuna unione con altre nazioni USA.
Eppure le ultime dichiarazioni di Richard Schuetz, commissioner della California Gambling Control Commission, non sarebbero su questa linea pessimistica: “Sono assolutamente aperto all’idea di una liquidità condivisa tra gli stati, mi impegnerò per studiare una soluzione e negoziare al meglio“. La questione è importante e va chiarita, perché sicuramente la California con i suoi 37 milioni di abitanti è il più popoloso stato degli USA e può contare su un mercato importante, ma sarebbe molto meglio ambire ad un grande mercato condiviso.
Il sito PokerFuse a riguardo cita il caso europeo come esempio negativo da non imitare. Francia, Italia e Spagna finora non sono mai riuscite ad accordarsi per un mercato unico e così gli affari del poker online vanno a rotoli per il momento. Deve far riflettere il fatto che tutti e tre gli stati europei citati, hanno una popolazione maggiore della California: 64 milioni per la Francia, 61 per l’Italia e 47 per la Spagna! Se non ce l’abbiamo fatta noi, come potrebbero farcela i californiani da soli?
Staremo a vedere come andrà a finire. Al momento sembra dunque scontato che la scadenza fissata è il 2015 e ormai non c’è più molto spazio per un arrivo anticipato del poker online in California entro Natale. Resta da capire se davvero le leggi vieteranno subito un all’argamento del mercato oppure no…