Il professore Tuomas Sandholm, che ha una cattedra presso al Dipartimento di Informatica al Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pannsylvania, ha sviluppato un poker bot chiamato Tartanian7, presentato come una bomba atomica del poker.
Il professore Tuomas Sandholm, che ha una cattedra presso al Dipartimento di Informatica al Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pannsylvania, ha sviluppato un poker bot chiamato Tartanian7, presentato come una bomba atomica del poker.
Il professore Tuomas Sandholm, che ha una cattedra presso al Dipartimento di Informatica al Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pannsylvania, ha sviluppato un poker bot chiamato Tartanian7, presentato come una bomba atomica del poker.
Tuomas Sandholm è uno stimato docente della Carnegie Mellon University. Ha all’attivo ben 450 articoli pubblicati per il Dipartimento di Informatica e negli ultimi dieci anni si è dedicato allo sviluppo di un computer che potesse giocare a poker texas hold’em, in modalità heads-up, nel migliore dei modi.
L’obiettivo di Sandholm era di progettare il più grande giocatore di heads-up no-limit texas hold’em del mondo. Un poker bot che, secondo quanto affermato da Sandholm, servirà soprattutto a coloro che vogliono imparare nel migliore dei modi il gioco. E lo afferma usando una metafora piuttosto forte: “È un po’ come un arma nucleare del poker. Nessuno vuole presentarsi ad un conflitto a fuoco con solo un coltello“.
Parole certamente forti, ma suffragate dai risultati, visto che il bot del professor Sandholm ha vinto due categorie di concorso al Association for the Advancement of Artificial Intelligence, superando tutti gli avversari presentatigli contro.
La Computer Poker Competition, giunta alla nona edizione, si è svolta su sei categorie di gioco, due delle quali sono di poker no limit hold’em. Circa 50 milioni di mani sono state giocate. I bot si sfidano in partite duplicate, ovvero nella prima sessione si affrontano l’uno contro l’altro in match di heads-up. Per poi scambiarsi di posto e rigiocare la stessa partita ma con le carte del computer avversario, dopo ovviamente aver lo resettato la memoria.
“Il concorso prevedeva due categorie di NLHE – spiega il professor Sandholm – un chiamata “total bankroll” in cui i bot si sfidano l’uno contro l’altro cercando di guadagnare i soldi virtuali dei propri avversari. Vince semplicemente chi ne guadagna di più. L’altra è chiamata “instant runoff” ed è in pratica come un torneo di heads-up nei quali bisogna eliminare gli avversari uno per volta, fino a che non rimane un solo bot.”
In questo modo il bot viene testato sia nella modalità di poker cash game che in quella da torneo. Ed in entrambe le competizioni Tartanian7 è uscito vincitore. Alla domanda se la programmazione del suo poker bot sia stata condizionata dall’esperienza personale dello stesso Sandholm, o di uno dei dottorandi che hanno collaborato con lui, il professore ha risposto semplicemente che il frutto del loro lavoro era tutto teorico, con gli algoritmi sviluppati affinché il bot potesse prendere la miglior decisione possibile in un dato momento del match. “La chiave è stata davvero la nostra conoscenza superiore di algoritmi di teoria dei giochi e di ottimizzazione computazionale” – ha spiegato.
Si potrebbe quindi pensare di avere un vero e proprio coach di poker online studiando le mosse di Tartanian7 e diventare dei veri assi del gioco. nuove frontiere del gioco? Parrebbe proprio di sì. Di certo nessuno vorrebbe ritrovarsi a giocare contro un poker bot del genere, sperando che nessuno riesca ad approfittare di tale opportunità.