Poker online: il Portogallo cambia idea sulla liquidità internazionale

Dopo oltre un anno di attesa, gli appassionati di poker online in Portogallo hanno ricevuto una bruttissima notizia. Le autorità portoghesi hanno smentito un’apertura immediata alla liquidità internazionale, annunciando per il momento un mercato chiuso in stile francese.

Dopo oltre un anno di attesa, gli appassionati di poker online in Portogallo hanno ricevuto una bruttissima notizia. Le autorità portoghesi hanno smentito un’apertura immediata alla liquidità internazionale, annunciando per il momento un mercato chiuso in stile francese.

 

La notizia di queste ore che arriva dal Portogallo è una vera doccia fredda per tutti gli appassionati del gioco. Dallo scorso anno si parlava dell’intenzione portoghese di legalizzare il poker online aprendo le porte alla liquidità condivisa internazionale. A quanto pare invece si sono sprecate solo parole, le autorità hanno fatto ora un clamoroso passo indietro. Nella giornata di martedì un incontro con alcuni politici locali ha lasciato tutti basiti.

 

Il direttore dell’ente SRIJ ha spiegato che il modello del poker online portoghese sarà inizialmente simile a quello francese. Un modello sostanzialmente chiuso, che però dovrebbe diventare più avanti accessibile anche ad alcuni giocatori di nazionalità estera. Quel che è certo è che i giocatori portoghesi non potranno giocare in siti stranieri almeno all’inizio.

 

Il quadro descritto dai politici portoghesi è in verità un po’ caotico e per questo poco confortante. Per dirla tutta infatti le autorità, tramite Manuela Bandeira,  hanno promesse che il modello chiuso in stile francese con il tempo si trasformerà in un modello aperto in stile inglese. Nel mezzo ci potrebbero essere accordi di liquidità condivisa con Francia e Italia. Senza tempi precisi però sembrano tutte promesse vane.

 

L'ente SRIJ

I portoghesi hanno già aspettato troppo per sentirsi dire queste parole. Il poker online avrebbe dovuto essere regolamentato già nel 2014. Nei mesi scorsi il vice ministro del turismo, Adolfo Mesquita Nunes, aveva promesso l’apertura al mercato internazionale, dicendo: “Abbiamo imparato dagli errori di Francia, Spagna e Italia“. Invece a quanto pare non hanno imparato molto…

 

Vedremo ora quali e quanti operatori vorranno richiedere le licenze necessarie in Portogallo. Sono interessati PokerStars e Betfair. Anche qui non si conoscono i tempi precisi e dunque le operazioni potrebbero andare ancora per le lunghe. Ricordiamo che il Portogallo ha una popolazione di circa 10 milioni di abitanti e da solo non può certo costituire un mercato interessante. Se ci sono malumori negli altri Paesi citati (che hanno tutti tra i 50 e i 60 milioni di abitanti) figuriamoci che prospettive può avere il piccolo Portogallo…

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