Poker Editoriale: la crisi è sempre più dura, chiude il poker network Ongame

Il mondo del poker online italiano ed internazionale vive momenti di grande difficoltà, con un calo progressivo di giocatori e dei ricavi. Ultimo segnale negativo per tutto il movimento è la chiusura prevista per il mese di ottobre del poker network Ongame.

Il mondo del poker online italiano ed internazionale vive momenti di grande difficoltà, con un calo progressivo di giocatori e dei ricavi. Ultimo segnale negativo per tutto il movimento è la chiusura prevista per il mese di ottobre del poker network Ongame.

 

Sono sempre maggiori i segnali che decretano lo stato di crisi generale che stà investendo negli ultimi anni il poker online, sia nella versione .it italiana che in quella .com internazionale.

 

Dopo la perdita avvenuta con il Black Friday americano dei giocatori Usa (ora si può giocare a poker online solo in pochissimi stati) e successivamente della seconda poker room mondiale (Full Tilt Poker) comprata da Amaya e praticamente svuotata dal poker, oltre al susseguirsi di regolamentazioni nazionali, che hanno eroso e frammentato ulteriormente un mercato che invece per funzionare ha bisogno di una liquidità comune e condivisa.

 

In Italia è di settimana scorsa la notizia che il poker network Actives games è stato rilevato da People’s poker, notizia che sicuramente può fare bene al mercato nazionale, meno network e operatori con una quota di mercato minina, ma pochi operatori in grado di competere con il monopolio di Pokerstars per cercare di rilanciare un mercato in forte affanno.

 

Ma che il mercato sia in grossa difficoltà lo si nota con il cambio di strategia di Pokerstars, un tempo concentrata esclusivamente su questo gioco, ed ora invece diventata multi prodotto e sempre meno attenta alle esigenze dei giocatori di poker, con un taglio del vip system che ha praticamente eliminato moltissimi incentivi e bonus offerti ai giocatori di poker.

 

Ma se il mercato italiano piange quello internazionale non ride, i tre principali operatori Pokertars, 888 e Bogdog registrano arretramenti annuali di oltre il 20% e scontano la chiusura di mercati importanti e le sempre maggiori difficoltà a competere con una liquidità in continua decrescita, che ha convinto i vertici del network Ongame a chiudere i battenti entro la fine di ottobre.

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