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La liquidità condivisa nel poker online tra Spagna, Francia, Portogallo e Italia, doveva essere il primo passo per il rilancio del poker online, gioco che purtroppo da molti anni nella penisola segna una decrescita mensile, ma ahimè si è rivelato un grande bluff. In questo editoriale rilancio il sogno di una liquidità aperta anche per il mercato italiano.

Da una parte il governo ha deciso di combattere il gioco online legale, aumentando a dismisura la tassazione e vietando la pubblicità, dall’altra si apre un autostrada al gioco illegale (era proprio la pubblicità l’unica arma che i concessionari legali avevano per distinguersi da quelli illegali) e non si interviene in nessun modo a regolamentare il poker live giocato nei poker club.

Caro Ministro, mi trovo oggi a scrivere questa lettera indirizzandola virtualmente a Lei, perchè il rumore fatto nelle settimane precedenti non è servito a nulla; sì probabilmente era solo rumore indistinto e un po’ confuso, ma vorrei cercare di spiegarle il punto di vista di chi come me, lavora da quasi 15 anni con orgoglio nel gioco d’azzardo legale.

Le bugie hanno le gambe corte….non era il poker online il gioco che portava alla dipendenza? NO assolutamente NO, l’83% dei giocatori a rischio Ludopatia giocano alle Slot-VLT secondo i risultati della ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, quindi proibire la pubblicità del gioco d’azzardo non inciderà che in minima parte sui giocatori patologici.